Mutui per iscritti aire: i requisiti e come richiederlo

mutuo per iscritti aire

Nel mondo globale di oggi, sempre più cittadini italiani scelgono di vivere e lavorare all’estero, ma il legame con il Belpaese rimane forte, specialmente quando si tratta di investire in un immobile.

Ottenere però un mutuo per iscritti AIRE in Italia (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero), può sembrare una sfida a causa delle distanze e delle complessità burocratiche. Tuttavia, ci sono vantaggi significativi e agevolazioni fiscali disponibili che rendono l’acquisto della prima casa in Italia non solo possibile ma anche vantaggioso.

In questo contesto, la consulenza e l’assistenza di esperti nel campo dei mutui per residenti all’estero diventano indispensabili. I consulenti Wowcredit.it offrono supporto completo, dalla documentazione necessaria alla selezione dell’istituto di credito più adatto, tenendo conto di fattori critici come l’eventuale tasso di cambio, per chi risiede al di fuori dall’area SEPA oppure la necessità di garanzie.

Questo articolo mira a guidare i cittadini AIRE attraverso il processo di ottenimento di un mutuo in Italia, evidenziando i passaggi cruciali e le risorse utili per navigare con successo il panorama dei mutui italiani.

Vedremo, passo dopo passo:

Chi sono i residenti all’estero che possono richiedere un mutuo in Italia?

Cerchiamo innanzitutto di comprendere chi sono gli iscritti all’AIRE e perché è importante delinearne il profilo.

Gli iscritti AIRE sono i cittadini italiani che dimorano abitualmente all’estero, tipicamente per un periodo superiore a 183 giorni in un anno solare e che hanno dato comunicazione di iscrizione all’AIRE, Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero tramite i servizi messi a disposizione dalle Ambasciate e dalle autorità consolari.

In genere si tratta di:

  • Pensionati italiani che risiedono all’estero, come Grecia, Portogallo, Canarie, Tunisia, Thailandia che, in genere, vivono fuori dall’Italia per ottenere vantaggi fiscali sui redditi da pensione;
  • Liberi professionisti, lavoratori dipendenti, manager che sono cresciuti in Italia ma che adesso vivono stabilmente all’estero tendenzialmente alla ricerca di maggiori opportunità di crescita professionale o imprenditoriale;
  • Cittadini italiani di seconda o terza generazione, che hanno vissuto principalmente in un secondo Paese, come Stati Uniti, Brasile o Argentina, ma che desiderano investire in Italia, Paese d’origine dei propri antenati.


Questi sono i profili di chi è generalmente interessato a sottoscrivere un mutuo per iscritti AIRE in Italia e che solitamente risultano essere graditi agli istituti bancari.

La distinzione tra questi soggetti rileva poiché, mentre i primi, in genere, percepiscono redditi da fonte italiana, come la pensione INPS, Enasarco e da atri fondi italiani agevolmente verificabili dalle banche ed istituti di credito italiani, per i secondi ed i terzi – che producono redditi all’estero – richiedere un mutuo con busta paga estera per acquisto casa in Italia, può richiedere qualche sforzo in più per produrre idonea documentazione.  

Per quali finalità gli italiani all’estero possono richiedere un mutuo in Italia?

Generalmente in Italia, è possibile fare richiesta di mutuo per diverse finalità: acquisto prima casa, surroga, mutuo per acquistare un immobile in asta giudiziaria oppure per consolidamento.

Per i cittadini italiani non residenti però, alcune opzioni sono di norma difficili da praticare. Ad oggi, è possibile richiedere un mutuo per residenti Aire per due finalità:

  • Acquisto di un immobile in Italia;
  • Surroga di un mutuo.


In entrambi i casi, le banche possono valutare positivamente le eventuali richieste pervenute correttamente da parte di profili di elevato standing, nel rispetto del merito creditizio.

È importante notare che i mutui per iscritti Aire sono concessi più facilmente se il richiedente risiede all’interno della in Unione Europea.

Diversamente, condizioni più rigide invece sono proposte ai cittadini italiani residenti all’estero al di fuori dei confini dell’Unione Europea, che percepiscono redditi in valuta estera. In quest’ultimo caso, infatti, entra in gioco un elemento non di secondaria rilevanza per la banca che intende concedere un mutuo per non residente: il tasso di cambio.

Questi elementi si riflettono su un aspetto importante da tenere a mente se si vuole richiedere un mutuo per residenti all’estero: nel contesto dei mutui concessi a non residenti, le banche tendono a adottare una politica più cautelativa rispetto ai residenti, riflettendo la percezione di un rischio maggiore.
Questa cautela si traduce in un rapporto LTV più basso per i non residenti, il che significa che le banche sono disposte a coprire una percentuale minore del valore dell’immobile, lasciando a carico dell’acquirente una quota maggiore del prezzo di acquisto.
In generale, per i non residenti, il massimo dell’LTV si attesta intorno al 50% o al 60% del valore dell’immobile. Ciò implica, che per acquistare casa da non residente è opportuno disporre di opportuno capitale di partenza, poiché gli istituti bancari non finanziano il 100% del valore dell’immobile.

Quali documenti servono per ottenere un Mutuo per cittadini Aire?

Come avviene in genere per una qualsiasi richiesta di un mutuo, l’istruttoria comporta la preparazione di una corposa documentazione. Non fanno eccezione le pratiche di mutuo per un cittadino AIRE che dovrà dunque predisporre:

  • Documentazione relativa all’immobile: dopo aver individuato la casa da acquistare è fondamentale fornire documentazione relativa all’immobile, come il preliminare di vendita e la planimetria, nonché la perizia che testimonia il valore dell’immobile e la relativa regolarità catastale per avviare l’istruttoria di mutuo;
  • Documenti anagrafici: questi includono carta d’identità, passaporto, codice fiscale italiano ed estero, certificato di nascita e certificato di iscrizione AIRE;
  • Documenti reddituali: documenti specifici in base al tipo di impiego. Per i dipendenti, ad esempio, servirà la busta paga estera, la Certificazione Unica e l’ultima dichiarazione dei redditi. Quest’ultima, in genere, tenuto conto che è stata emessa all’estero, deve essere presentata completa di traduzione giurata e asseverata.

Agevolazioni prima casa per italiani residenti all’estero

Prima casa residenti all'estero

Come anticipato all’inizio di questo articolo, gli italiani residenti all’estero per ragioni di lavoro possono usufruire delle agevolazioni “prima casa” anche se non sono residenti.

A sottolinearlo è il chiarimento emerso dall’Agenzia delle Entrate che con la circolare n° 3/E del 16 febbraio 2024 delinea quali sono i requisiti per avvalersi  dell’imposta di registro agevolata.

Infatti con l’introduzione dell’articolo 2 del decreto-legge n° 69 del 2023 possono accedere al beneficio in esame i cittadini, italiani e non, che contestualmente:

  • si siano trasferiti all’estero per ragioni di lavoro. Il requisito agevolativo deve ritenersi riferibile a qualsiasi tipologia di rapporto di lavoro (non necessariamente subordinato) e deve sussistere già al momento dell’acquisto dell’immobile. Pertanto, il trasferimento per ragioni di lavoro verificatosi in un momento successivo all’acquisto dell’immobile non consente di avvalersi del beneficio fiscale in questione;

  • abbiano risieduto in Italia per almeno cinque anni, o ivi svolto, per il medesimo periodo, la loro attività, anteriormente all’acquisto dell’immobile. A tal proposito si precisa che, con detto termine, si intende ricomprendere ogni tipo di attività, ivi incluse quelle svolte senza remunerazione. Per la verifica del requisito temporale della residenza, nonché di quello relativo all’effettivo svolgimento in Italia della propria attività, il quinquennio non deve essere necessariamente inteso in senso continuativo;

  • abbiano acquistato l’immobile nel Comune di nascita, ovvero in quello in cui avevano la residenza o in cui svolgevano la propria attività prima del trasferimento;

A seguito delle modifiche introdotte per ottenere l’agevolazione “prima casa”, oltre a non essere necessario trasferire la residenza nell’immobile, bisogna anche non avere altri immobili (o altri diritti reali vantati sullo stesso Comune) nello stesso Comune e non aver già usufruito di questa agevolazione. Questo vale sia per chi compra per la prima volta sia per chi riacquista entro un anno dalla vendita di un’abitazione precedente, senza l’obbligo di usarlo come residenza principale. Queste regole valgono anche per immobili ricevuti in eredità o donazione, a partire dall’introduzione del decreto-legge n. 69 del 2023.

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Martina Cancian

Martina Cancian è co-fondatrice e content creator di Studio Expatria. Ha conseguito una laurea in Relazioni Pubbliche della promozione e della comunicazione pubblicitaria. Si occupa principalmente di digital marketing, Tech Trends e di topics relativi al mondo del relocation e degli expat.

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